Food trucks of New York. In tempo di crisi anche il ristorante diventa nomade

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 Nel  numero di maggio 2010, Il maschile de Il Sole 24 ore riporta un interessante dossier su un fenomeno che sta  velocemente prendendo piede nella Grande Mela: il foodtruck o camioncino ristorante. Nonostante il tempo di crisi  sembrerebbe che i newyorkesi non rinuncino  affatto al piacere di gustare le prelibatezze delle cucine internazionali e alla varietà della dieta. Si fa qualche piccolo sacrificio in più e si rivedono le proprie esigenze:  si rinuncia al servizio al tavolo, al coperto e alle comodità del ristorante,  ma non alla qualità. Ecco allora che molti ristoranti hanno visto nel food truck un modo innovativo per allargare il proprio business e fronteggiare la crisi della ristorazione raggiungendo nuovi targets. Secondo la ricerca di marketing dell'agenzia Packaged Facts, sono 4mila le licenze per food truckers rilasciate dal comune di New York e, inoltre, i truckers  più ricercati dispongono di un giro d'affari che supera i 5000 clienti al giorno.

 La novità del food truck sta proprio nel suo essere una sorta di  unità mobile di ristoranti la cui qualità è riconosciuta in tutta la città. Per le strade di New york ci si può imbattere infatti nel food truck di Rickshaw Dumpling, i cui piatti sono accuratamente preparati dalla top-chef  Anita Lo,  nel Bistro Truck del ristorante Generoso MAghreb, oppure nel food Truck del ristorante Tabla, famoso in tutta la città per il suo Tikka. E' evidente che siamo di fronte ad un fenomeno ben diverso rispetto all'immagine consolidata  del camioncino ambulante degli hot-dogs, e che potrebbe preannunciare sviluppi futuri della ristorazione veloce e  low cost. Il food truck  inaugura infatti un processo  di diffusione capillare e rizomatica di ristoranti nomadi appartenenti a  marchi dalla qualità riconosciuta. Niente è lasciato al caso, le parole chiave sono immagine, organizzazione e flessibilità. 

Infatti l'altro aspetto sorprendente del fenomeno food-truck è l'integrazione con le tecnologie del web 2.0.  E'  nella natura del food truck cambiare quartiere e zona di giorno in giorno. Questa caratteristica se da ul lato permette di variare giornalmente la clientela, dall'altro diventa un'ostacolo per  attivare un processo di fidelizzazione del cliente.

 Ma ecco che  Twitter e Facebook risolvono il prolema.Perchè per sapere dove sosterà oggi il  proprio food truck preferito basta connettersi alla rete, leggere il post con l'indirizzo del giorno,  prenotare il proprio pasto e recarvisi a ritirarlo. Niente di più semplice e quotidiano per la  net generation .E' evidente che con una siffatta organizzazione il fenomeno è in crescita esponenziale a New york.

 

fonte:

Il maschile, numero 20, maggio 2010 (inserto de Il Sole 24 ore del 14-05-2010)

 

Link:

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/09/IL-NUOVO-MASCHLE-SOLECON.shtml?uuid=6f50b006-8499-11dd-a8ca-1db806f95cce&DocRulesView=Libero