Evoluzione del traffico aereo nel primo quarto del secolo. di L. Troiani

Nel recente workshop dello European Travel Retail Council, Etrc, sono circolati interessanti previsioni rispetto all’evoluzione del traffico globale dei passeggeri in questo primo quarto di secolo.

Basandosi sui dati messi a disposizione da Iata, è stato costruito uno scenario che la dice lunga su quelli che potranno essere i movimenti economici e sociali nei prossimi due decenni. Nulla di sconvolgente, perché gli spostamenti percentuali non appaiono eclatanti. Trattandosi però di grandi numeri, persino piccole percentuali potranno risultare significative, sia rispetto alle scelte aziendali sia rispetto alle scelte individuali.

 

Nel 2005, le notizie disponibili informano che il Nord America, con il 36% del totale, continuava a raccogliere, come da tradizione, il più alto numero di passeggeri. L’Europa, con il 27%, costituiva la seconda area, appena sopra all’Asia col 26%, con Africa e altri raccolti nel residuo ’11% della torta.

 

Nel 2025, se il Nord America continua ad essere al primo posto, denuncia al tempo stesso una notevole caduta di rilevanza relativa cadendo al 29% del totale. Cresce l’Asia, che si porta al primo posto con il 33% del traffico passeggeri globale, mentre l’Europa resta sostanzialmente ferma, al 26%. Cresce un pochino la fetta “altri paesi” salendo al 12% del totale.

 

Sono numeri che premiano il dinamismo asiatico, mentre confermano il rischio di ripiegamento e contenimento che attraversa il nord America in questa fase. La stabilità, o se vogliamo la minima retrocessione europea, accompagna in posizione abbastanza simile le due macro regioni del mondo che, ancora intorno all’inizio di questo decennio, si accaparravano più del 70% degli spostamenti aerei umani. Se dobbiamo dar retta alla previsione citata, fra soli15 anni scenderanno insieme al 55% del traffico globale aereo passeggeri.

 

I mutamenti suggeriti dallo scenario potranno anche ripercuotersi sugli andamenti di traffici e fatturati delle compagnie aeree, benché la scelta degli ultimi due decenni di de-nazionalizzare le bandiere e i marchi delle compagnie, potrebbe impedire un troppo diretto legame tra aumento di passeggeri in certe aree del mondo e aumento di passeggeri per le compagnie locali.

Certamente, potrebbe essere difficile il verificarsi, nel prossimo decennio o in quello successivo, di un fenomeno europeo come Ryanair, passato dai meno di 4 milioni del 2000 ai quasi 58 milioni del 2008 (primo trasportatore di passeggeri internazionali nel 2008). Improbabile che ai primi 6 posti per passeggeri internazionali, nella classifica globale delle compagnie aeree figureranno ancora sei aviolinee europee, come alla fine del 2008 (dopo Ryanair, Lufthansa, EasyJet, Air France, British Airways, Klm).